INTERVISTA ALL’AUTRICE Martha Argentino “Cronache di Maya”

INTERVISTA ALL’AUTRICE Martha Argentino riguardo il suo libro recentemente pubblicato “Cronache di Maya” 

Ecco a voi qualche domanda posta all’autrice di “Cronache di Maya” un’autrice emergente di cui ho anche pubblicato la segnalazione sul blog. Se siete curiosi su questa nuova autrice emrgente vi invito a leggere quest’intervista.

                                              ✨

1. Salve, la ringrazio per aver accettato questa intervista. Io da semplice lettrice sono sempre a disposizione per autori emergenti. Partiamo dall’inizio, ha sempre voluto fare la scrittrice?
Sono io a ringraziarla per l’interesse e per questo spazio che mi mette a disposizione. Sì, ho sempre voluto fare la scrittrice, mi ricordo che fin da bambina rispondevo così a chi mi chiedeva cosa volessi fare da grande. Poi, come succede a molti credo,questa aspirazione l’ho tenuta nel cassetto dei sogni per tanto tempo. Ma il potere delle parole mi ha sempre affascinato. La loro capacità di creare mondi, di emozionare. Lo scrittore disegna una porta che prima non esisteva ed invita il lettore ad attraversarla, per conoscere le persone e le storie che sono al di là. Ho sempre desiderato essere io a disegnare quella porta.
2. Quando ha capito che era giunto il momento di pubblicare il suo libro?
Credo che molti aspiranti scrittori cadano nell’errore di aspettare di avere in mano “la grande storia”, la “grande idea”. È successo anche a me. Poi un giorno mi sono resa conto che la maggior parte dei libri che amo, in realtà, è incentrata su storie “piccole” ed è proprio in questo la loro grandezza. È
come il vero disegnatore che, a differenza di chi non sa disegnare, parte sempre da un dettaglio, un tratto del viso, un particolare, e intorno a quello piano piano prende vita tutto il resto. Così ho deciso finalmente di scrivere la mia “piccola storia” e di pubblicarla, di disegnare la mia porta ed invitare altri ad entrare nel mondo di Maya.
3. Ha avuto qualche perplessità scrivendo il suo libro o ha sempre saputo cosa scrivere?
Quando ho iniziato a scrivere avevo in mente la struttura generale. Sapevo dove, più o meno, volevo portare il lettore. Ma poi è stata la storia stessa a suggerirmi i dettagli.  La scrittura ha questa grande magia, che i personaggi ad un certo punto prendono vita e ti dicono il loro punto di vista, diventano scrittori a loro volta. So che questa cosa può far sorridere, ma sono certo che chi ha avuto occasione di scrivere narrativa sa di cosa parlo.  Ovviamente le perplessità ci sono sempre. Arrivano momenti in cui ti chiedi se ciò che tu stai considerando interessante, divertente, commovente, possa arrivare al lettore con la stessa forza che tu pensi di metterci. E poi ci sono le scene con descrizioni erotiche esplicite. Lì ti chiedi quale sia la giusta misura. Non amo la volgarità gratuita, ma non amo nemmeno quelle descrizioni manieristiche, fastidiosamente irrealistiche, fatte di terminologie che nessuno userebbe mai nella realtà, nemmeno se vivesse nell’800,credo. Alla fine,quindi, decidi di fidarti del tuo istinto e usi la misura che ritieni più giusta per te, sperando che anche il lettore la apprezzi. Un libro è sempre il punto di incontro tra due punti di vista, quello dello scrittore e quello del lettore. Da questo incontro è normale che possano nascere dei contrasti, ma allo stesso tempo può nascere una meravigliosa intesa.
4. Nel suo libro si parla di una persona che è pronta ad affrontare nuove esperienze, lei si rispecchia?
Sì, molto. Anche perché la storia di Maya non è fatta di esperienze fuori dal comune, ma anzi di situazioni (persino quelle più “estreme”) che in fondo tutti potremmo trovarci a vivere. Lei è pronta ad affrontarle, è vero, ma non senza le insicurezze, i dubbi, che avrei anche io. E la bellezza delle nuove esperienze è proprio questa, sentire inizialmente la paura, avere la tentazione di rimanere fermi su ciò che già conosciamo, e invece poi trovare le risorse interiori per buttarsi, seguendo quel brivido che accompagna ogni salto nel vuoto. L’importante, come fa Maya, è metterci sempre quel pizzico di sana autoironia, non prendersi mai troppo sul serio.
5. Dalla breve descrizione sulla sua biografia s’intuisce che, scrivendo il suo libro, ha preso qualche spunto dalla sua vita quotidiana. È stato difficile scrivere di qualcosa che circonda la sua vita?
Non mi piace molto parlare della mia storia personale, ed è per questo che, nel libro, non ho inserito alcun cenno alla mia biografia. Vorrei che, per me, parlassero i miei personaggi e le mie storie. Poi certo, è naturale, la storia di Maya è permeata di me, di quella che sono. Ma anche di quella che non sono e che potrei essere. Scrivere un romanzo è un modo per accedere ad altre vite possibili, ed è forse questo il vero incantesimo.
6. Il suo libro pian piano stava diventando realtà, quando se ne è resa conto?
Me ne sono resa conto quando, come ho accennato prima, è stata la storia che stavo scrivendo a prendere il comando. Provo a spiegarmi meglio. Quando inizi a scrivere un libro, hai in mente dove vuoi arrivare ed alcuni momenti cruciali che vuoi narrare. E pensi di essere tu a decidere quando è il momento di narrarli. Ma non è vero. Perché quando la storia ha preso forma e consistenza ti accorgi che ogni sua parte deve maturare, prima di arrivare ad un successivo punto di svolta. Non puoi semplicemente prendere ed inserire fatti nuovi se la storia non è pronta, se i personaggi non hanno fatto un certo percorso, perché l’effetto finale sarebbe straniante, come il montaggio fatto male di un film. Ecco, nel momento in cui acquisisci la consapevolezza di ciò, ti rendi anche conto che il libro esiste, è nato, devi solo accompagnare la storia, con rispetto e cura, verso il finale.
7. Per chi volesse diventare un’autrice qual è la cosa più difficile da affrontare quando si vuole pubblicare il proprio libro?
Non posso rispondere a questa domanda perché, pur avendo una conoscenza abbastanza ampia del mercato editoriale (o forse proprio per questo), ho scelto di auto-pubblicare il libro. Diciamo che volevo averne il controllo totale. Ma ho letto tanti libri e interessantissimi articoli sugli errori da non commettere quando si vuole pubblicare, sui consigli più utili, sulle cose da tener presente. Diciamo che la letteratura in proposito non manca, quindi sarei presuntuosa ad aggiungere altro, in questa sede.
8. Arriva in un punto, nella propria vita, in cui ognuno di noi va alla ricerca di sé stessa, lei ha già trovato la strada giusta? Questo libro le è stato d’aiuto?
Credo che la ricerca di sé stessi sia un cammino che non finisce mai. Poi, certo, ci sono fasi della vita in cui questa ricerca diventa più urgente, in cui ci si sente più smarriti. E in quei momenti bisogna avere la forza di rallentare un po’ la corsa, anche se ci verrebbe automatico fare esattamente il contrario, cioè rendere la ricerca ancora più frenetica e affannosa. Scrivere, in effetti, è un potente balsamo contro la frenesia, e ti costringe a fermarti. Non è qualcosa che puoi fare di corsa. Devi disconnetterti da tutto (e noi ormai viviamo in una costante iper-connessione) e focalizzarti. Altrimenti non ce la fai. Scrivere di Maya mi è piaciuto tantissimo e, sinceramente, le voglio bene. Lei è così buffa, così inconsapevole del proprio fascino, così incasinata. La sua vita è un puzzle scomposto. Ma allo stesso tempo sa usare la sua intelligenza, non è una svampita. Ecco, io credo che in realtà la vita di tutti sia un puzzle scomposto, e a volte ci sentiamo soli proprio perché pensiamo che, invece, la vita degli altri sia più perfetta, più risolta. Se imparassimo a guardare negli occhi le altre persone, riusciremmo a vedere i loro tormenti, ma anche i loro sogni, saremmo meno diffidenti e capiremmo che, la ricerca di noi stessi, possiamo farla anche in compagnia. Le persone più belle che conosco sono incasinate, come Maya. Mi chiede se ho trovato la strada giusta… questa è una risposta che si può dare,credo, solo quando ci si guarda indietro, mai mentre quella strada la si sta percorrendo. Quello che posso dirle è che sono contenta di quello che sto facendo. Sono contenta del piccolo mondo che ho creato intorno a Maya e che ho intenzione, naturalmente, di portarlo avanti.
9. Ma adesso una domanda da lettrice, lei che genere di libri legge? Per il suo libro ha preso anche qualche spunto da qualche autore in particolare?
Io sono una lettrice abbastanza onnivora, amo moltissimo i romanzi ma anche i libri, per esempio, di
divulgazione scientifica (che cito, tra l’altro, nelle Cronache di Maya) o di Coaching. Tra i miei autori di
narrativa preferiti le cito Murakami, Calvino, Franzen, Auster (a proposito delle vite possibili sto leggendo in questi giorni 4321), Allende, Yanagihara. In generale mi piacciono gli autori che, anche nella leggerezza, riescono a non essere mai banali, a raggiungerti nel profondo, senza mai essere didascalici. Spero, nella mia piccola piccola storia, di esserci riuscita anche io.
10. Siamo arrivate alla fine di questa intervista, la ringrazio per la disponibilità e in bocca al lupo per il suo libro. Se ha qualche altro contatto dei suoi social può lasciarlo qui.
Di nuovo, sono io a ringraziarla e ringrazio i lettori. Mi piacerebbe ricevere commenti , anche personali, sulle Cronache di Maya. Per questo sono raggiungibile via email ([email protected]).
Da qualche giorno ho aperto anche una pagina Facebook dedicata al libro, la trovate cliccando “Cronache di Maya“. Grazie e spero a prestissimo.
Martha Argentino

VI RINGRAZIO PER AVER LETTO QUEST’INTERVISTA FINO ALLA FINE, TROVATE LA SEGNALAZIONE DEL LIBRO QUI

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